Tenuta di gara

Mela: cercando immagini in internet per queste "lezioni" spesso ho visto che alcuni atleti hanno la tenuta da gara di colore bianco, altri blu elettrico. L'ho visto anche nelle foto di bambini, quindi, non dipende probabilmente dal grado di abilità. Che differenza c'è tra l'una e l'altra?

 

Hari: In un combattimento agonistico i due contendenti indossano tenute differenti per colore. Lo scopo è duplice: facilitare l'enunciazione a voce dei punteggi e rendere più agevole la distinzione a vista dei due atleti, soprattutto nelle situazioni di lotta a terra in cui i due concorrenti si trovano ancora a più stretto contatto.
Per questi motivi, da più di 10 anni ormai, è uso consolidato l'uso di un judogi blu e uno bianco per gli atelti in uno stesso combattimento.
Un esempio: l'atleta col gi bianco proietta sul fianco l'altro atleta (con ovviamente il gi blu), l'arbitro griderà "YUKO, BIANCO", in tal modo gli addetti della giuria registreranno questo punteggio che verrà scritto sul tabellone elettronico. Questo è diviso un due colonne, una per concorrente, a ciascuna è associato un colore: uno blu e l'altro bianco per l'appunto.
Spesso si vedono atleti con judogi double-face: bianco fuori e blu all'interno, rovesciabile istantaneamente a seconda del'ordine di chiamata sul tatami.
Ancora prima il judogi era esclusivamente bianco, come da tradizione, e la distinzione si faceva in base al colore della cintura: un atleta indossava la cintura rossa e l'altro la cintura bianca, oltre alla cintura del proprio grado. Si poteva anche non indossare la propria cintura mentre era obbligatorio indossare la bianca o la rossa (sempre a seconda dell'ordine di chiamata).
Oggi la linea prevalente è l'uso dei judogi blu e bianco, ma non è raro l'uso più tradizionale delle due cinture con i judogi bianchi.

La dichiarazione dei punteggi viene fatta oltre che a voce anche con una rigorosa gestualità codificata:

IPPON:l'arbitro alzerà  il braccio teso al di sopra del capo, con  il palmo della mano rivolto in avanti.
WAZA-ARI: l'arbitro alzerà un braccio a livello della spalla, con  il palmo della mano rivolto verso il basso.

YUKO: l'arbitro alzerà un braccio a 45° rispetto al fianco del corpo, con  il  palmo della mano rivolto verso il basso.
KOKA: l'arbitro alzerà il braccio piegato con il pollice rivolto verso la spalla e il gomito al lato del corpo.

La gestualità non ha scopo folkloristico: durante un combattimento non è compito dell'arbitro registrare punteggi ed eventuali sanzioni, per questo c'è la giuria. Per aiutare gli addetti della giuria a registrare tempestivamente i verdetti arbitrali ed evitare possibili fraintendimenti si è pensato di associare alle dichiarazioni verbali anche le gestualità suddette. In tal modo la giuria è in grado di capire subito un verdetto, anche se c'è troppo rumore per ascoltare bene o se per esempio l'arbitro è di spalle perchè sta seguendo il combattimento da una posizione particolare.

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