Sui punteggi

Mela: sicuramente, come dici, bisogna avere un occhio particolare per arbitrare, però  potresti tentare di spiegarmi con che modalità vengono attibuiti i punti, quanti ne servono per vincere l'incontro, ecc. D'accordo che potrei leggermi il regolamento federale, ma preferirei che me lo raccontassi tu.;-)

 

Hari: Il regolamento federale è una noia mortale, ho smesso di leggerlo nel 1995 mi pare :)
Ti parlo dell'arbitraggio ai tempi in cui ero agonista (1986-2000), alcune cose sono cambiate ma la sostanza è immutata.

Il combattimento agonistico di judo è uno shiai cioè è un combattimento con verdetto: c'è un solo vincitore, nessun pareggio. Il verdetto è stabilito dal lavoro di tre arbitri : uno sul tatami (l'arbitro  vero e proprio) e due seduti fuori dal tatami (giudici) agli angoli opposti del quadrato dell'area di competizione. L'arbitro decide punteggi e sanzioni, i due giudici hanno il compito di correggere eventuali sviste o errori dell'arbitro.
In uno shiai lo scopo è riuscire a mandare schiena a terra l'avversario proiettandolo, migliore viene giudicata la qualità della proiezione e più alto sarà il punteggio. Oppure se la lotta prosegue a terra e un concorrente riesce ad immobilizzare l'altro per almeno 30 secondi costringendolo con la schiena a terra. Oppure se riesce a provocargli sufficiente dolore da obbligarlo ad arrendersi: il dolore può essere indotto applicando una leva articolare o un soffocamento.
Comunque per adesso resterei sull'assegnazione dei punteggi riguardo solo alle proiezioni perchè ancora non abbiamo trattato l'argomento tecniche di combattimento corpo a corpo (Katame-waza) comprendente immobilizzazioni a terra, leve articolari e soffocamenti: in pratica la metà dell'universo judo.

I punteggi sono tre, dal più basso al più alto: Koka, Yuko, Waza-ari, Ippon. Quest'ultimo è simile al KO del pugilato: se un atleta fa Ippon il combattimento finisce immediatamente e si proclama il vincitore.
Esistono dei parametri a disposizione di arbitro e giudici per l'assegnazione dei punteggi.

Parto dal più alto a scendere:

Ippon: l'arbitro annuncierà "ippon" quando un atleta proietta con controllo l'altro ampiamente sul dorso con notevole forza e velocità;
Waza-ari: quando un concorrente con controllo proietta il suo avversario, ma la tecnica manca parzialmente di uno dei tre elementi necessari per un ippon: caduta sul dorso, velocità, forza.
Yuko: quando un concorrente con controllo proietta il suo avversario, ma la tecnica manca parzialmente di due, tre elementi necessari per un ippon. Per esempio la proiezione avviene con caduta battendo il fianco e non ampiamente il dorso.
Koka: quando un concorrente con controllo proietta l'altro sulla/e sua/e coscia/e o glutei con forza e velocità: per esempio il proiettato cade a terra seduto.

Il combattimento termina solo: o una volta dato l'ippon o allo scadere del tempo (o se c'è una squalifica). Se un atleta riesce a prendere due waza-ari il combattimento termina: due waza-ari corrispondono ad un ippon. Non devono essere necessariamente consecutivi.
Yuko e Koka possono essere presi ad libitum, cioè a piacere senza limiti. Se allo scadere del tempo non c'è stato nessun ippon la vittoria si calcola tirando le somme tenendo conto di qualità e quantità: i punteggi più alti battono i più bassi INDIPENDENTEMENTE  dal loro numero.

Per esempio se un atleta ha totalizzato un solo Waza-ari e l'altro ha accumulato ben 5 Yuko e 3 Koka, comunque la vittoria va al primo perchè si premia la qualità. I punteggi sono un indice di qualità della tecnica dell'atleta: una proiezione che termina con un ampia schienata, tirata con velocità e forza è più efficace (e bella da vedere) di una che per esempio termina sul fianco del proiettato o peggio seduto sul sedere. Lo stesso dicasi per gli altri punteggi inferiori ovviamente: un solo Yuko batte mille Koka.

Un combattimento può anche terminare in parità allo scadere del tempo (attualmente 5 minuti per i senior uomini e 4 minuti per le donne), c'è l'eventualità che nessuno dei due concorrenti riesca a proiettare l'altro o comunque ad esplicare altre azioni che portano punteggio (immobilizzazioni, soffocamenti, leve articolari al gomito). In questo caso si ricorre al Golden-Score: una sorta di tempo supplementare in cui il primo che riesce a fare punteggio (anche minimo) porta a casa la vittoria come se fosse un ippon.

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Commenti: 1
  • #1

    Masticating Juicer (mercoledì, 24 aprile 2013 07:16)

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