Le prese

Mela: Hai accennato, qualche mail fa, alle prese. Guardando alcuni incontri alla ultime Olimpiadi sembra che le mani giochino un ruolo fondamentale...

 

Hari: togli pure il sembra

 

Mela: ...con le prese sul corpo dell'avversario ed anche sul judogi, tanto è vero che dopo ogni "assalto" (correggimi se è sbagliato) devono risistemarsi pantaloni, giacca e cintura. :-)

 

Hari: ESCLUSIVAMENTE sul judogi, le prese tipo "mano che afferra mano" sono proibite, vengono tollerate solo per pochi secondi e cmq non devono far parte di attacchi.
Il concetto (e la pratica) della presa (kumi-kata) è uno dei nodi fondamentali del judo, senza la presa non c'è judo come senza palleggio non c'è basket. Guardando uno shiai agonistico si potrebbe erroneamente pensare che sia una mera questione di sola forza bruta: non è così, i judoka sviluppano una notevole forza solo come conseguenza finale di un certo tipo di pratica.
Una buona presa non si fa solo con i muscoli delle mani, un buon kumi-kata è il frutto dell'azione sinergica di tutti i muscoli del corpo, è un gioco di tattica e posture. Ai principianti si insegna il kumi-kata fondamentale: presa ad un braccio ed al bavero di uke. In combattimento questa presa può cambiare nei modi più fantasiosi (ad eccezione delle prese proibite: mano infilata dentro la manica dell'avversario per esempio) a condizione che sia seguita da un attacco immediato, altrimenti c'è sanzione.
In gara gli atleti risistemano il judogi quasi sempre solo se è l'arbitro ad imporlo e non a caso: se in combattimento mi si scioglie la cintura, il mio avversario avrà un possibile punto di presa in meno e quindi io sono avvantaggiato. Così se la giacca è fuori dalla cintura, sarà più difficile fare una presa efficace. L'arbitro ovviamente è tenuto a mantere l'ordine delle tenute da combattimento.

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