Le cinture

Mela: penso che sia arrivato il momento di parlare del colore delle cinture e di spiegarmi come si migliora di livello nel judo. Immagino qualcosa di non lineare, ma una progressione sempre più impegnativa nelle abilità tecniche. Dimmi se sbaglio.

 

Hari: Le cinture indicano il grado di competenza tecnica dei judoka. Possiamo pensare a due grandi gruppi: gli allievi (kyu) con le cinture "colorate" e i maestri (dan) con le cinture nere.

Più in dettaglio:

Notare che i gradi dei kyu evolvono in senso decrescente, al contrario dei dan.

Il passaggio di cintura avviene quando si dimostra di aver acquisito una certa maturità tecnica e non solo. Tempi e modalità cambiano a seconda dei casi; essendo il judo un "oggetto" molto complesso è difficile dire in quanto tempo una persona può diventare cintura nera partendo da zero. Ovviamente questa è la prima preoccupazione di quasi tutti i principianti, soprattutto di quelli che iniziano in età adulta: "Quando diventerò cintura nera?" La mia risposta è sempre la stessa:"Quando ti concentrerai sul judo e non sull'abbigliamento!".

Per imparare occorrono anni, indipendentemente dalle capacità personali. A far passare di grado un kyu ci pensa il suo maestro.Non c'è una regola scritta, è tutto lasciato al buon senso dell'insegnante che usa un suo modo personale di assegnare i gradi. Il mio maestro faceva fare un esame orale e pratico due volte all'anno, man mano che si saliva di livello l'esame era sempre più simile a quello per diventare cintura nera I dan. Ricordo che il mio esame da cintura marrone fu più duro di quello da I Dan. Apparentemente può sembrare un'esagerazione, invece ho sempre pensato che quello fosse il modo migliore di procedere: in questo modo ci si abiutava sin da piccoli al rigore che ci si sarebbe aspettato da chi un giorno avesse voluto diventare Dan. Va anche detto che se venivano esaminati solo gli allievi che durante l'anno erano veramente preparati.

Per diventare cintura nera invece la faccenda si fa più seria per tutti. Chi come me ha avuto la fortuna di avere un maestro "duro" non trova niente di nuovo quando si presenta davanti ad una commissione federale. Due prove: una teorica orale e una pratica. Si viene esaminati da una commissione composta da almeno tre cinture nere, la durezza dell'esame è proporzionale al grado da raggiungere: per esempio l'esame da III dan è molto più duro dello stesso per il II dan. Non è possibile bruciare le tappe, cioè non si passa dal I dan al III senza aver fatto l'esame a II. Poi nella realtà delle federazioni nazionali ed internazionali può succedere di tutto, persino gradi da VI dan dati a maestri di una certa età per motivi di anzianità o perchè famosi ex atleti o per motivi puramente politici o altro. Ma tutto questo è lontano lo spirito del judo e preferirei sorvolare facendo salvi i principi: chi ha spessore morale fa le cose come vanno fatte senza accettare regalie inopportune e irrispettose.

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Commenti: 1
  • #1

    Oswaldo rivaroli (giovedì, 24 giugno 2010 09:43)

    GIUSTO!!