Ukemi

Hari: Adesso ti complico ulteriormente il discorso: le tecniche di proiezione NON sono il punto di partenza. La partenza per qualsiasi judoka neofita è acquisire la tecnica per preservare la propria sicurezza: le ukemi cioè le tecniche di "rottura di caduta" o più brevemente le cadute. Niente di trascendentale eh: quando Michele proietta Yas in uchi-mata, quest'ultimo fa un bel volo e si rialza illeso. Non è perchè il pavimento è molto soffice, non si fa male perchè sa fare le ukemi: sa cadere senza farsi male. E' vero che il tatami è sostanzialmente una materassina messa lì per ammortizzare le cadute, ma è anche vero che se Michele avesse proiettato una persona qualsiasi, un non judoka, questa si sarebbe fatta davvero tanto male. Nonostante il tatami.
Sulle ukemi si potrebbe scrivere un trattato di centinaia di pagine e sarebbe sempre poco esaustivo. Comunque provo in poche righe a spiegarti le linee generali.
Ukemi o "caduta" vuol dire letteralmente "rompere la caduta" cioè annullarne l'effetto traumatico deviandone il corso: Michele proietta Yas, Yas cade al suolo ma invece di impattare con la schiena devia la "botta" su un braccio. Come fa? Semplicemente colpendo con forza il tatami col suo braccio un attimo prima di toccare terra con la schiena. Semplice fisica: colpendo il tatami col suo braccio fa in modo che lo scambio di energia cinetica avvenga non tra il suo tronco ed il tatami ma tra il suo braccio ed il tatami.
Tu potresti obiettare che il braccio è sempre di Yas e che comunque si becca una bella botta. Il fatto è che il braccio non ha organi interni sensibili come polmoni, stomaco, reni, intestino etc. etc. ma solo muscoli e ossa. Muscoli e ossa sono stati "progettati" per resistere meglio delle interiora alle sollecitazioni meccaniche come gli urti da caduta. Inoltre va detto che con la giusta tecnica e col tatami un bravo judoka può fare  decine e decine di cadute come quella fatta da Yas in un allenamento senza alcuna conseguenza.

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