Arte Marziale

Jigoro Kano : fondatore del judo

Mela: una delle prima cose che mi ha spiegato Michele è che il judo è un'arte marziale...

 

Hari: certo.


Mela: ...oggi è principalmente una disciplina sportiva che viene praticata in tutto il mondo e non più una tecnica di offesa/difesa, se non forse  per qualche 007.

 

Hari: mmmah, non sarei così drastico: secondo me non possiamo dirlo con certezza proprio perchè non ci sono le telecamere a riprendere i praticanti non agonisti. Quelli sotto gli occhi di tutti sono i judoka olimpionici, e manco tanto se ci pensi. Tutti gli altri non li vede nessuno. Per esempio gli agonisti puri non sanno neanche cosa è un kata, poi vai ad uno stage di judo e scopri che il 90% dei partecipanti pratica lo studio dei kata con costanza e dedizione.

 

Mela: cos'è rimasto nel judo-sport della filosofia giapponese? Chi pratica judo assorbe ed assume in parte una  forma mentis caratteristica di un popolo culturalmente così diverso?

Hari: Domanda molto complessa. Intanto bisognerebbe capire cosa si intende per filosofia giapponese e una volta capito ciò sarebbe importante capire se lo hanno capito anche i giapponesi. Il judo nasce in Giappone per opera del Dottor Kano e su questo non ci piove. Sintetizzando al massimo si può dire che judo è "seguire i flussi in movimento della natura in costante mutamento". Una mia cara amica col pallino della New Age direbbe che questo è uno dei cardini del Buddismo Zen. Io potrei aggiungere che è anche il pensiero di Eraclito di Efeso, panta rei: tutto scorre. Eraclito neanche sapeva dell'esistenza degli Yamato (gli antichi giapponesi) figuriamoci dello Zen arrivato secoli dopo di loro. Oppure tutti i discorsi, e relative simbologie, sullo Yin e Yang, gli opposti che costituiscono il tutto: ancora il vecchio Eraclito che ne parlava tanti secoli fa prima della moderna fascinazione per l'estremo oriente :)
Io penso che bisogna sempre usare un po' di buon senso: lo scopo del judo, la sua filosofia se proprio vogliamo usare 'sto termine inflazionatissimo, è dare all'uomo uno strumento di crescita morale. Questa crescita si persegue attraverso un percorso fisico e spirituale. Ci sono dei principi da rispettare: moralità, amicizia, correttezza etc etc. A parte i termini evidentemente nipponici chiedo io a te: cosa c'è di tanto estraneo e diverso dalla "filosofia" occidentale? Voglio dire: una brava persona di buon senso di Kyoto in cosa è diversa da una brava persona di San Giovanni del Dosso?
Nel judo non c'è la filosofia di un dato paese, nel judo ci sono principi universali che appartengono a tutti che vanno seguiti cum grano salis  se si vuol fare del buon judo, fine della storia, non c'è altro. Il "ju-sport" non piace a qualcuno perchè lo si ritiene lontano dall'insegnamento del Dottor Kano, si dice spesso che il padre fondatore non approverebbe la deriva agonistica di questa arte marziale. Io ricordo sempre a chi si indigna che Gigoro Kano spese metà della sua vita nello sforzo di far diventare il judo uno sport olimpico e che promosse numerose competizioni AGONISTICHE con altre scuole di ju-jutsu proprio per mostrare la superiorità della sua arte marziale.
Non si è perso niente del judo "originale" almeno nei termini in cui ci sono praticanti di buon senso che sanno cosa è buon judo. Se poi c'è chi preferisce "usare" solo una minima parte dell'insegnamento originale non è un problema, almeno non per chi fa buon judo.
Nel "ju-sport" ci sono sia atleti che fanno buon judo e sia lottatori che indossano il judogi, ognuno è libero di seguire la sua strada, raccogliendo solo ciò che si è seminato.

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